Immaginate un lago le cui acque sembrano dipinte a mano, tanto da sembrare quasi finte. È l’effetto che si presenta a chi arriva al Lago di Carezza, un piccolo tesoro naturale nascosto nell’Alto Adige. Immerso in una valle stretta tra montagne maestose, questo lago si distingue per la sua acqua limpida e i toni che oscillano dal verde smeraldo al turchese, regalando uno spettacolo visivo che lascia senza fiato. A volte è difficile credere che i riflessi delle vette intorno siano veri: così nitidi, così vivi. Lo chiamano anche Karersee, e rappresenta un esempio straordinario di come la natura sappia donare bellezza pura, senza bisogno di alcun intervento esterno.
Perché il lago sembra impossibile: tra natura e leggenda
Quello che rende unico il Lago di Carezza nasce da una combinazione ben precisa di elementi naturali. L’acqua, che sgorga da sorgenti sotterranee, passa attraverso rocce calcaree, mantenendo una trasparenza fuori dal comune. Poi, sul fondo, ci sono sedimenti chiari e tronchi sommersi che riflettono la luce: il risultato cambia in base all’angolo del sole e al momento della giornata. Non finisce qui: le foreste di larici che attorniano il lago amplificano i riflessi, creando una scena visiva davvero complessa e incantevole.

Ma non mancano le storie. Nel folklore locale, ad esempio, si narra di Ondina, una ninfa, e di un mago innamorato che ruppe un arcobaleno per farlo cadere proprio nel lago. È facile capire perché: quei colori e quella luce hanno affascinato la gente fin da sempre. Il Lago di Carezza fa poi parte di un ecosistema protetto dove non si può né nuotare né navigare, e dove superare le barriere è vietato, per mantenere l’acqua pura. Ecco perché la tutela della fauna selvatica è considerata fondamentale, un aspetto spesso sottovalutato da chi vive in città e non ha molta dimestichezza con la natura.
Come vivere il lago e l’ambiente circostante
Visitare il Lago di Carezza è possibile tutto l’anno, ma – diciamo – l’esperienza varia molto a seconda del momento scelto. All’alba, per esempio, i riflessi nelle acque sono particolarmente nitidi; poche persone in giro, e si può gustare la pace totale. Quando arriva il tramonto, il larice si colora di toni caldi, trasformando il paesaggio in un dipinto che cambia costantemente. D’estate, il verde smeraldo domina, mentre in autunno arrivano i gialli e gli ocra vividi tipici del bosco. D’inverno? Il lago si ghiaccia e si ricopre di neve, diventando un’altra cosa, altrettanto affascinante.
Il sentiero che gira intorno al lago è corto e accessibile: in 20-40 minuti si completa una camminata tranquilla, fatta di passerelle e tratti facili. Perfetto per famiglie o persone con esigenze particolari, persino chi usa passeggini può goderselo senza problemi, grazie alla pendenza moderata e al fondo solido. Nelle vicinanze, partono poi sentieri più lunghi: pensate al famoso Sentiero del Labirinto del Latemar, noto per la sua vegetazione dolomitica e il profumo intenso della resina. E per gli sportivi? Ci sono percorsi segnalati per mountain bike e e-bike, con noleggi disponibili poco lontano.
In inverno, la vicinanza a località sciistiche come Carezza e Obereggen facilita l’accoppiata sport sulla neve e visita al lago ghiacciato. Per chi ama la fotografia, la luce naturale è un regalo: nelle giornate senza vento, la superficie è così calma da sembrare un perfetto specchio, un vero e proprio origami naturale. Un dettaglio che chi osserva la natura alpina con attenzione – anche nelle sfumature – non può non notare.
Come arrivare e cosa sapere prima della visita
Raggiungere il Lago di Carezza è semplice, vista la sua posizione lungo la SS241, la strada principale della Val d’Ega. Da Bolzano si impiega circa 40 minuti, da Vigo di Fassa o Passo Costalunga una ventina di minuti. Il parcheggio ufficiale, chiamato “P Lago di Carezza”, è vicino all’ingresso principale, e un sottopasso collega direttamente alla passerella panoramica intorno al lago, rendendo l’ingresso agevole per tutti.
In alta stagione, il consiglio è di arrivare presto o verso sera, così da evitare le folle crescenti, anche spinte dalla popolarità sui social. Chi preferisce l’opzione green può affidarsi agli autobus pubblici della Val d’Ega, con fermate vicine al lago. Il sentiero attorno è provvisto di accessi adatti ai passeggini – un dettaglio da non trascurare – e nelle vicinanze si trovano bar, ristoranti e negozi che completano la visita.
Per la preservazione del luogo – e lo dico perché non tutti ce l’hanno presente – è vietato nuotare, navigare o far volare droni senza permessi. I cani vanno tenuti al guinzaglio e ogni rifiuto deve essere portato via, così l’ambiente resta pulito. Chi arriva dalla città deve tener d’occhio il clima alpino: spesso cambia all’improvviso, e anche in estate è meglio vestirsi a strati e portare una felpa.
Mantenendo questi accorgimenti, il Lago di Carezza continua a essere tra i luoghi più iconici delle Alpi italiane, capace di stupire con i suoi colori intensi e riflessi cristallini, dove la semplicità e la purezza dell’ambiente sono i veri protagonisti di un panorama senza tempo.